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IO SO COSA VUOL DIRE NON TORNARE
Un mese dedicato alla memoria
«Soltanto appropriandoci di quell’esperienza attraverso la voce di Primo Levi possiamo contribuire a che non accada mai più.»

27 gennaio, Giorno della Memoria. Prosegue Io so cosa vuol dire non tornare, il mese dedicato alla voce di Primo Levi e all’immenso patrimonio umano che ci ha lasciato. Il ciclo, organizzato in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, ha inaugurato online sui canali digitali del Circolo dei lettori il 14 gennaio con Annunciazione. Dodici poesie intorno ad Auschwitz registrando un'accoglienza straordinaria in fatto di pubblico, critica e condivisioni, anche da parte dei tantissimi Istituti Italiani di Cultura all'Estero. Gli appuntamenti proseguono fino al 16 febbraio e si inseriscono nell'ampio palinsesto delle celebrazioni della Città di Torino 27 gennaio. Giorno della Memoria.

Io so cosa vuol dire non tornare significa grandi lezioni: Jhumpa Lahiri che a partire da Quaestio de Centauris formula una lectio sui temi e le opere di Primo Levi in forma di sillabario, Ann Goldstein e Gian Luigi Beccaria in un'analisi in parallelo sul «linguaggio pacato e sobrio del testimone»; letture e dialoghi con Fabrizio Gifuni che rilegge I sommersi e i salvati, in commento con Ernesto Ferrero e poi Lucilla Giagnoni nella sua interpretazione Se non io, chi? Se non ora, quando?; incontri tematici con Marco Belpoliti, Claudia Durastanti e Claudio Bartocci a riflettere su Primo Levi e Leonardo Sinisgalli tra scienza e letteratura e poi Diego Guzzi, Anna Mastromarino e Luca Rolandi in un appuntamento a cura del Polo del '900 tra istituzionalizzazione e consapevolezza della Memoria. Non mancano le presentazioni editoriali Auschwitz, città tranquilla. Dieci racconti (Einaudi) a cura di Fabio Levi e Domenico Scarpa con Wlodek Goldkorn e Nadia Terranova e Il fratello minore (Solferino) di Andrea Barzini con Giuseppe Cederna.


Disponibili dal 12 febbraio sul canale Spotify del Circolo dei lettori i tre podcast in cui verranno letti altrettanti racconti di Primo Levi tratti da Storie naturali e Vizio di forma: Protezione, Quaestio de Centauris e Ammutinamento, un viaggio tra presente e futuro, mito e realtà, natura e uomo. Una co-produzione TPE - Teatro Piemonte Europa con l'interpretazione di Valter Malosti, Anna Della Rosa, Paolo Giangrasso, Roberta Lanave, Elena Clara Malosti.

Dal 27 gennaio l’esposizione Primo Levi. Momenti, curata da Guido Vaglio, sarà allestita nella Galleria del Circolo dei lettori di Torino e resa accessibile via web sul sito del Circolo dei lettori fino a quando non sarà possibile la visita in presenza. Il percorso presenta alcune significative immagini fotografiche di Primo Levi, che rimandano alla sua vita, alla sua formazione e alle sue passioni: la chimica, la letteratura, la montagna, la testimonianza sul Lager, accanto al piacere del fantastico, l’umorismo, la curiosità per tanti e differenti campi del sapere.

Anche i gruppi di lettura, cuore pulsante del Circolo dei lettori, includono quattro incontri online dedicati a Primo Levi e la sua città, il ciclo è condotto da Guido Vaglio e Gianni Bissaca.

CALENDARIO APPUNTAMENTI ONLINE

sul profilo Facebook, YouTube e sul sito del Circolo dei lettori

Martedì 26 gennaio

ore 18 | Auschwitz, città tranquilla
Dieci racconti (Einaudi)
a cura di Fabio Levi e Domenico Scarpa
con Wlodek Goldkorn e Nadia Terranova, introduce Fabio Levi
in collaborazione con Giulio Einaudi editore
“Può stupire che in Lager uno degli stati d’animo più frequenti fosse la curiosità. Eppure eravamo, oltre che spaventati, umiliati e disperati, anche curiosi: affamati di pane e anche di capire”. Auschwitz è stato l’alfa e l’omega dell’opera di Primo Levi: l’alfa nel 1947 con Se questo è un uomo; l’omega quarant’anni più tardi con il suo ultimo libro, I sommersi e i salvati. Levi però non ha smesso mai di raccontare il Lager, e di indagarlo nell’atto stesso di raccontarlo. Costruito dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi, Auschwitz, città tranquilla ci offre dieci suoi testi narrativi, incorniciati da due poesie in versi: dodici punti di vista, inaspettati e avvincenti, sulla maggiore tragedia collettiva del Novecento.

Mercoledì 27 gennaio

Primo Levi. Momenti

Una mostra fotografica curata da Guido Vaglio

Da mercoledì 27 gennaio, allestita nella Galleria del Circolo dei lettori di Torino, accessibile sul sito del Circolo dei lettori fino a quando non sarà possibile la visita in presenza

Un percorso con immagini fotografiche, diverse per la loro natura, per il loro punto di vista e per il momento in cui sono state realizzate: dagli scatti familiari a quelli di fotografi professionisti, fino a una caricatura del tempo di guerra e a una sorta di autoritratto simbolico, costruito in filo di rame e fotografato da Pino Dell’Aquila. Immagini che rimandano alla sua vita, alla sua formazione e alle sue passioni: la chimica, la letteratura, la montagna, la testimonianza sul Lager, accanto al piacere del fantastico, l’umorismo, la curiosità per tanti e differenti campi del sapere. La mostra sarà allestita dalla settimana del 27 gennaio al Circolo dei lettori e prenderà vita in un racconto virtuale on line con commenti di scrittori, storici e appassionati conoscitori di Primo Levi.


Giovedì 28 gennaio

ore 21.00 | Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario

letture di Fabrizio Gifuni

in dialogo con Ernesto Ferrero

Introduzione al testo di Roberta Mori
in collaborazione con Ministero dell’Istruzione e Giulio Einaudi editore
Parte dal Ministero dell’Istruzione la pubblicazione per le scuole di Lettura Primo Levi, una selezione di brani da I Sommersi e i salvati a cura di Fabio Levi e Vincenza Iossa con lettura di Fabrizio Gifuni rivolta a studenti e insegnanti delle scuole secondarie di tutta Italia; il 28 gennaio, per il ciclo del Circolo dei lettori, Fabirio Gifuni, leggerà e presenterà quei brani in dialogo con Ernesto Ferrero, con un'introduzione al testo di Roberta Mori, responsabile per la didattica del Centro Primo Levi.


Lunedì 1 febbraio
ore 18 | Il mistero di Ettore Barzini, ucciso a Mauthausen
Il fratello minore (Solferino)

Andrea Barzini
con Giuseppe Cederna
Che fine ha fatto Ettore Barzini, figlio del celebre giornalista Luigi Senior e fratello di Luigi Junior? Perché in famiglia nessuno ricorda la sua morte nel campo di concentramento di Mauthausen? A dare una risposta all’enigma è il nipote Andrea, in un intenso racconto personale che è anche un capitolo di storia italiana attraverso le vicende di una famiglia eccentrica e di due fratelli molto diversi tra speranze e guerre, amore e morte, fascismo e aneliti di libertà. In queste pagine s’incrociano il declino di un padre compromesso col regime, la carriera ambiziosa di un figlio al «Corriere della Sera», e la vicenda dell’altro figlio, Ettore, agronomo solitario, cresciuto tra Italia, America e l’amata Somalia. Ma sono vite destinate a non incontrarsi mai, se non nella guerra che i primi due vissero da reporter e che il terzo decise di vivere con spirito di giustizia, a rischio della propria vita. Un travolgente romanzo autobiografico. Un viaggio tragico e ironico attraverso tre generazioni in cui l’autore, con l’aiuto di lettere dimenticate, ricerche d’archivio e incontri sorprendenti, riscopre la figura di uno spirito libero nato nella famiglia sbagliata.


Lunedì 1 febbraio

ore 21 | Se non io, chi? Se non ora, quando?

letture di Lucilla Giagnoni
In collaborazione con Comune di Novara

Una selezione di brani tratti da La Tregua e dall’ultimo romanzo di Primo Levi Se non ora, quando e una riflessione sul Primo Levi liberato a cura di Lucilla Giagnoni.


Martedì 2 febbraio

ore 18 | Primo Levi e Leonardo Sinisgalli tra scienza e letteratura
con Marco Belpoliti, Claudia Durastanti e Claudio Bartocci
in collaborazione con Fondazione Sinisgalli, Giulio Einaudi editore e con Comune di Settimo

Una riflessione a tre voci a partire da La chiave a stella e Il sistema periodico in collaborazione con Fondazione Sinisgalli e con Comune di Settimo Torinese.

Martedì 9 febbraio

ore 18 | Vuoti di memoria. Il 27 gennaio tra istituzionalizzazione e consapevolezza
con Diego Guzzi, Anna Mastromarino e Luca Rolandi
in collaborazione con Polo del ‘900

Non tutto ciò che succede prende posto nella memoria collettiva, quello spazio mnemonico condiviso occupato da eventi del passato a cui è stato assegnato un significato a livello di progettualità sociale. Non basta rilevare e recuperare dallo scorrere del tempo un fatto (o un personaggio), è necessario che questa azione sia supportata da uno sguardo teso al futuro. Non tutti i ricordi “fanno memoria”. C’è una scelta sul se, cosa e come ricordare. A maggior ragione questo vale per quegli eventi che si impressionano nel DNA dell’umanità intera. Ma quando e in che modo - e con quali conseguenze - essi vengono integrati dal singolo e dalla comunità? Soprattutto in quest’epoca digitale così ossessionata dalle immagini, cosa diventa memoria e cosa cade nell'oblio?

N (enne) è il magazine del Polo del ‘900
Radici profonde nella storia del XX secolo e osservatorio contemporaneo, il semestrale monografico e didattico nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale che il Polo del ‘900 conserva nei sui fondi bibliotecari e archivistici. Strumento di divulgazione rivolto a cittadini, studiosi, insegnanti e studenti, N-Enne presenta contributi diversi e promuove una pluralità di voci, con analisi e ricerche sui grandi temi della storia e del presente. Dopo i numeri dedicati ai “Muri di ieri e di oggi” e “La parità di genere”, il terzo numero è dedicato al tema “Vuoti di memoria. Che cosa preferiamo dimenticare”.

Giovedì 11 febbraio

ore 18 | Il mio Primo Levi
Una lezione di Jhumpa Lahiri

Una lectio in forma di sillabario a partire dal racconto Quaestio de Centauris in cui ogni lettera che compone la parola Centauro rimanderà a una parola chiave utile per capire, analizzare e sviscerare i temi delle opere e del mondo di Primo Levi.


Venerdì 12 febbraio

Protezione. Tre podcast per tre racconti di Primo Levi

sul canale Spotify del Circolo dei lettori
da Storie naturali e Vizio di forma: Protezione, Quaestio de Centauris e Ammutinamento

co-produzione TPE - Teatro Piemonte Europa con l'interpretazione di Valter Malosti, Anna Della Rosa, Paolo Giangrasso, Roberta Lanave, Elena Clara Malosti.

in collaborazione con Giulio Einaudi editore

Con i suoi racconti di fantascienza Primo Levi sa aprire il tempo e forzarne le dimensioni in modo sorprendente. In Protezione il presente si interseca e reagisce con un futuro nel quale gli uomini sono costretti a indossare una corazza per proteggersi da una tempesta di micrometeoriti. In Quaestio de Centauris accade l’opposto: da un’epoca lontanissima, che si confonde con il mito, emerge la figura di Trachi, il centauro, metà uomo e metà cavallo, che, con la sua intelligenza, la sua forza e la sua sensibilità sovrumana, attraversa come una visione reale e inquietante il nostro mondo di oggi. Ma il tempo è solo la cornice; l’oggetto vero è l’umanità. Così l’autore ci sorprende non solo attraverso la scorciatoia delle analogie che a noi pare di scoprire in ogni racconto: ad esempio laddove siamo richiamati - ma possiamo scoprirlo solo ora - alla pandemia che ci assedia, o a quanto sia importante l’intelligenza degli esseri umani, tanto più acuta nella natura bifida e centauresca di Levi chimico e scrittore. Senza contare che la ricchezza e l’interesse di quei due racconti si manifesta in mille altri modi, ad un tempo più sottili e più profondi. Si pensi anche solo all’intimità quasi sensuale che si sprigiona dalla stretta furtiva fra le mani di Marta e Roberto liberate per un momento dalla costrizione delle corazze. O all’esaltazione irresistibile di Trachi, quando per vie invisibili percepisce di essere stato tradito. Anche nel terzo racconto, Ammutinamento, il tempo dilatato del mondo vegetale - “le piante sono molto lente” - fa da cornice a qualcos’altro: una rivolta inusitata dagli alberi “in odio agli uomini”, per il loro insopportabile strapotere sulla natura. Ma lo sguardo va ben oltre la superficie e svela riflessi di straordinaria lucentezza, come la grazia incantevole con cui la bruna e snella Clotilde sa intrattenersi con il rosmarino o con il ciliegio selvatico. Aperture come queste colorano i richiami più espliciti alla nostra realtà di oggi e ce la fanno sembrare assai più variegata.


Martedì 16 febbraio

ore 18 | La lingua di Primo Levi
Dialogo fra Ann Goldstein, traduttrice dell’opera omnia di Primo Levi e Gianluigi Beccaria, linguista, autore de I mestieri di Primo Levi (Sellerio).

Secondo Primo Levi la chimica «è l’arte di separare, pesare e distinguere: tre esercizi utili anche a chi si accinge a descrivere fatti e a dar corpo alla propria fantasia». Per raccontare la verità del vissuto, è necessario essere chiari, diretti, precisi, alla ricerca continua della corrispondenza tra nomi e cose, come quando in principio, prima del degrado e della confusione di Babele, Dio diede un nome a ciascuna delle cose che compongono il Creato. Quello di Levi è «il linguaggio pacato e sobrio del testimone, non quello lamentevole della vittima né quello irato del vendicatore», non è strumento di giudizio ma prepara il terreno ai lettori: sono loro a dover giudicare ciò che è successo. Accessibile ma non generica, semplice ma non banale, la forma diventa essa stessa parte del contenuto perché rispecchia l’impegno alla precisione dei fatti, la volontà di limpidezza nel racconto, la necessità di linearità morale.

I «mestieri» di Primo Levi (Sellerio)
Un’analisi letteraria, avvincente nella lettura e divertente nel contenuto, che intreccia in modo abile e lineare i testi dello scrittore e gli interventi di critica, e dentro cui perdersi alla ricerca di un narratore capace di uno scambio di sensi con il lettore. Con l’originalità e la cordialità ben nota, il linguista Gian Luigi Beccaria guida il lettore alla scoperta del «sorridente» mestiere ufficioso dell’autore di Se questo è un uomo. Il mescolarsi di chimica e di scrittura troverà nel Sistema periodico una miracolosa soluzione, quando «le cose della tecnica» sono viste «con l’occhio del letterato, e le lettere con l’occhio del tecnico».


GRUPPO DI LETTURA

Gruppo di lettura Primo Levi e la sua città
10-17-24/02, 3/03 ore 19-20

Quattro incontri on line, sulla piattaforma dedicata ai gruppi di lettura del Circolo dei lettori con Guido Vaglio e Gianni Bissaca. Primo Levi ebbe un legame intenso con Torino, la città dove era nato e dove avrebbe sempre abitato, a parte - come lui stesso scrive - «un anno vissuto ad Auschwitz e uno a Milano». Una piccola antologia di brani della sua opera dedicati a Torino, proposti e letti da Gianni Bissaca – attore e regista – ci accompagneranno in una passeggiata virtuale nei luoghi torinesi che hanno segnato la formazione e la vita di Levi.
Io so cosa vuol dire non tornare è un progetto di Fondazione Circolo dei lettori, realizzato con Centro Internazionale di Studi Primo Levi e in collaborazione con Giulio Einaudi Editore, TPE – Teatro Piemonte Europa, Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della Nascita di Primo Levi, Ministero dell’Istruzione, Fondazione Leonardo Sinisgalli, Comune di Novara e Comune di Settimo Torinese. L’immagine guida è di Giovanna Durì Il programma è in costante aggiornamento su circololettori.it

AGGIORNATO IL
22/01/2021 19:22:35

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