Gioved?, 17/10/2019
05:50

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L'attore Renzo Arato si ritira dalle scene ufficiali. Lo comunica lui stesso con una lettera inviata agli amici ed alla stampa. Le tournée, i lunghi spettacoli che lo hanno visto al fianco di grandi nomi quali Strehler, Milva, Bolle (solo per citarne alcuni). la popolarità che lo ha letteralmente "investito" in Francia e Germania sono racchiuse un poche semplici parole.
C'è anche una nota di amarezza perchè l'attore, originario di Roatto, è sempre stato "messo da parte" nella zona di nascita pur mietendo successi all'estero ed in tutta Italia. E' la beffa della sorte... o degli uomini?
Renzo si allontana dal palcoscenico ma rimarrà dietro le quinte occupandosi di alcuni importanti progetti ad ampio respiro nei luoghi dove ha avuto un enorme successo.
Noi abbiamo conosciuto Renzo dagli inizi, lo abbiamo seguito riportando, orgogliosi, le note dei successi in giro per il mondo.
Orgogliosi sì, di un nostro concittadino che ha calcato i palcoscenici più importanti dando lustro ad un'astigianità che invece lo ha poco o mai considerato.
Siamo anche orgogliosi di pubblicare, grazie al suo consenso, la lettera di saluti che abbiamo ricevuto.
Ti auguriamo una seconda parte di carriera ricca di altre nuove soddisfazioni..
Un abbraccio
Franco e la redazione

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CARI AMICI TERMINA QUI...



…MON AMOUR, QUI LA VITA VA…
PIOGGIA E VENTO SI SA, E UN POCO DI BLU…
(Carlo Marrale, Matia Bazar)


Cari amici, eccovi l’ultima locandina.
Termina qui la mia meravigliosa avventura nello spettacolo, iniziata il 23 dicembre 1960 nel Teatrino dell’Oratorio del Colle Don Bosco (At).
Ero un bambino piccolo e timido. Misi piede sul palcoscenico per la prima volta, alle prese con un testo importante: l’adattamento teatrale di Enrico Basari della famosa Novella di Charles Dickens “A Christmas Carol”. Certo non posso dire di sapere ciò che stavo facendo… Ma ricordo di essere stato fulminato da quel polveroso palcoscenico, dalle luci, dall’odore dei costumi e del cerone, dalla possibilità di poter raccontare qualcosa a qualcuno che stava lì ad ascoltare proprio me…
E quella folgorazione mi ha accompagnato per quasi sessant’anni. Con qualche sosta forzata dovuta alla imprevedibilità della vita. che non è mai come vorremmo…



Per questo vi saluto con pochi versi di una splendida canzone che Carlo Marrale scrisse nel 1992 per Milva.
Pioggia e vento ci son stati, eccome; ma c’è stato anche tanto blu! Il blu del mio pubblico, mon amour. Ho avuto così tanto dal pubblico da far saltare il mio cuore come un tappo di spumante! E non finirò mai di ringraziarlo. Un grazie speciale a quello di Germania, e a tutti i grandi Artisti che ho avuto la fortuna di frequentare: mi han preso per mano e accompagnato, insegnandomi tutto. Non posso citarli per esteso, chi mi ha seguito li conosce.
Ne cito uno solo, il grande Maestro Giorgio Strehler che mi indirizzò e spronò verso ciò che in seguito ho più frequentato professionalmente: “Il Teatro Poesia”, come lo chiamava lui.



Da allora, innumerevoli sono stati i miei Recitals, non solo in Italia, ma in una buona metà di Europa. Con una parentesi americana emozionante e tra i Piemontesi di Argentina.
E a questo proposito permettetemi di essere fiero di aver raggiunto centinaia di ragazzi nelle Scuole del Continente, proponendo loro i versi immortali di Dante, “senza frizzi, lazzi e capriole”, come ebbe a dire un grande dantista come Vittorio Sermonti (grazie Maestro per averlo detto).



Ho attraversato gli anni difendendo il mio lavoro con umiltà e tenacia, dalle cattiverie gratuite, dall’indifferenza di certi Media, da improbabili “faccendieri artistici”, detti anche “direttori”. Pioggia e vento, si sa…
Ho cercato di imparare sempre da chi ne sapeva più di me; leggendo anche con attenzione ciò che veniva scritto del mio lavoro, facendone tesoro.
L’unico rammarico (piccolo piccolo, in verità), è stato quello di non essere riuscito a farmi apprezzare da una certa intellighenzia snob e radical-chic, pur così presente (e condizionante a tutti i livelli) nel mondo della “Kultur” in Italia. Però, che dire? Tutto sommato: chi se ne frega!
Cari amici, certo non vi lascio completamente soli! Continuerò a collaborare con alcuni progetti europei.
E ci sarò ovunque vi saranno ragazzi da raggiungere per raccontare loro la bellezza della Poesia. E siccome chi è attore è come il prete, cioè lo è per sempre, sarò molto attento ad eventuali proposte che stimolino la mia curiosità.



Lascio, e con un certo sollievo, lo spettacolo militante. Mina lo fece all’età di trentotto anni, io un po’ più tardi… Tanto Teatro, un po’ di Cinema, un po’ di Televisione, un po’ di Radio.
Si affollano i ricordi: voglio concludere con una grande passione: Vittorio Alfieri. Per anni mi sono immerso nei suoi versi partecipando alle Letture Alfieriane e appuntandomi una medaglia sul petto quando, nella mia unica presenza sul palcoscenico del Teatro Alfieri di Asti, mi vidi riconoscere stima ed ammirazione da Renzo Giovampietro, grande interprete alfieriano (grazie, Maestro!). Correva l’anno 2003. Da allora, nonostante il risultato indubbio, non mi è più stata data occasione per cimentarmi con così alta Poesia. Pioggia e vento, si sa…
Ora però, ritengo sia importante uscire di scena. O, se preferite, mettere in pratica ciò che diceva il grande umorista Marcello Marchesi: “L’importante è che la morte ci trovi vivi!”
Grazie ai colleghi, preziosi compagni di viaggio; grazie ancora per i prestigiosi Premi. Grazie per avermi voluto bene. Un forte abbraccio, vostro Renzo Arato

mr

AGGIORNATO IL
17/10/2019 00:22:56

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